La piadina romagnola nell'era attuale
Negli anni sessanta sembrava che la piadina fosse del tutto dimenticata, quando in Italia si diffuse l’uso americano del FAST FOOD (cibo veloce). In Romagna rinacque la piadina rinnovata nella composizione e nel modo di consumarla. Col "boom economico" le famiglie italiane cominciarono a comprare automobili e quindi potevano spostarsi dalle loro città verso il mare nei fine settimana: ben presto ai lati delle strade si cominciarono a vedere i chioschi che vendevano piadine confezionate sul momento. Queste piadine, molto nutrienti, non sono cattive ed indigeste come quelle di altri tempi. Sono lievitate e farcite in tanti modi. Ora si mangia al posto del pane e non per sopravvivere come una volta. La loro ricetta è diversa a seconda della zona in cui è preparata. Le più semplici sono fatte con farina, acqua e sale. Sono sottili, piccole e cotte sul testo di terracotta. Quelle maggiormente saporite sono condite con strutto e bicarbonato di sodio. Sono vendute, oltre che nei chioschi, nei negozi di alimentari di ogni tipo e nessuno o quasi più le fa in casa. Le piadine di oggi sono diverse da quelle della bisnonna ma, mangiate calde, sono ancora in grado di richiamare alla memoria un mondo contadino creduto morto ma ancora vivo nel nostro cuore.
