Il pane nel nord Europa
I popoli del Nord Europa coltivavano segale, orzo e avena che utilizzavano per preparare pani rozzi e pesanti. I nobili usavano il TAGLIERE, una focaccia azzima dura su cui venivano posti i cibi. Al termine del pasto, il tagliere veniva mangiato o gettato alle bestie o dato ai poveri. I Vichinghi, grandi mangiatori di carne, non disdegnavano polentine di semolini d’orzo e di avena che costituivano l’abituale colazione. Si nutrivano anche di pane nero e di pane bianco. I servi macinavano a mano i cereali. I pani che mangiavano erano di diverso tipo perché solo i nobili potevano mangiare il pane raffinato. Molto comune era l’uso di mescolare farina d’orzo, con farina di legumi e con la corteccia di pino macinata. In tal modo si poteva preparare un pane duro, amaro ed indigesto ma che, col suo contenuto di vitamina C, contrastava l’insorgere dello scorbuto. Il pane si cuoceva in padelle di ferro dal lungo manico che ruotavano attorno ad un perno. Si otteneva una galletta croccante, la KNACKBRÖD, che grazie alla sua conservabilità, veniva molto usata durante i lunghi viaggi per mare.
